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I marchi di origine
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I prodotti a marchio registrato


D.O.P.: Denominazione di Origine Protetta, è il marchio di tutela giuridica della denominazione che l’Unione Europea attribuisce ai prodotti alimentari con caratteristiche qualitative che dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti. Per ottenere questo riconoscimento tutte le fasi della produzione o trasformazione del prodotto devono avvenire in una precisa area geografica rispettando il disciplinare e la ricetta originale. Nel gruppo troviamo specialità alimentari come: salumi, formaggi, olio e alcuni ortofrutticoli.

I.G.P.: Indicazione Geografica Protetta
, è il marchio di origine che l’Unione Europea attribuisce ai prodotti agricoli e alimentari che hanno una determinata qualità, una reputazione o un’altra caratteristica collegata all’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata. Per ottenere l’IGP quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area. Nel gruppo, troviamo soprattutto prodotti agricoli come frutta, ortaggi, cereali e carni fresche.

S.T.G.: Specialità Tradizionale Garantita
, non fa riferimento a un’origine ma ha l’obiettivo di valorizzare una composizione tradizionale del prodotto o un metodo di produzione tradizionale.

La Denominazione di Origine Controllata e Garantita, nota con la sigla DOCG, è un marchio di origine italiano che indica al consumatore l'origine geografica di un vino. Il nome della DOCG è indicato obbligatoriamente in etichetta e consiste o semplicemente nel nome geografico di una zona viticola o la combinazione del nome storico di un prodotto e della relativa zona di produzione.

La Denominazione di Origine Controllata, nota con l'acronimo DOC, è un marchio di origine italiano utilizzato in enologia che certifica la zona di origine e delimitata della raccolta delle uve utilizzate per la produzione del prodotto sul quale è apposto il marchio; esso viene utilizzato per designare un prodotto di qualità e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse all'ambiente naturale ed ai fattori umani e rispettano uno specifico disciplinare di produzione approvato con decreto ministeriale.
Dal 2010 la classificazione DOC, così come la DOCG, è stata ricompresa nella categoria comunitaria DOP.

L'Indicazione Geografica Tipica, meglio nota con l'acronimo IGT, è la terza delle cinque classificazioni dei vini recepite in Italia; indica vini prodotti in aree generalmente ampie ma secondo dei requisiti specificati.
I requisiti di base per il riconoscimento di un vino IGT è riservato ai vini la cui produzione avviene nella rispettiva indicazione geografica, le uve da cui è ottenuto provengono per almeno l’85% esclusivamente da tale zona geografica, con indicate le caratteristiche organolettiche. I requisiti sono meno restrittivi di quelli richiesti per i vini a denominazione di origine controllata (DOC). L'IGT è importante in quanto è il primo gradino (della piramide) che separa il vino senza indicazione (da tavola) dal vino con indicazione.

Gli oli di qualità certificata DOP e IGP
La Comunità Europea ha regolato il settore degli oli di oliva riconoscendogli delle specificità rispetto alle altre categorie di oli commestibili. Tra questi sono particolarmente importanti il Reg. (CEE) N. 2568/1991 (e successive modifiche) relativo alle caratteristiche degli oli d'oliva e degli oli di sansa d'oliva, nonché ai metodi ad essi attinenti, e il Reg. (CE) N. 1019/2002 (e successive modifiche) relativo alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva.

Le peculiarità che vengono riconosciute all’olio di oliva sono particolari qualità organolettiche e nutritive che gli permettono di avere un mercato ad un prezzo relativamente elevato, tenuto conto dei maggiori costi di produzione, rispetto alla maggior parte degli altri grassi vegetali. Inoltre mentre per altri oli commestibili non ci sono differenze sostanziali legate all’origine, al contrario gli oli extra vergine di oliva presentano qualità o sapori notevolmente diversi tra loro a seconda dell’origine geografica.
Questo stretto legame con il territorio è possibile perché l’olio extra vergine non subisce alcun procedimento di trasformazione chimica da parte dell’uomo e per questo conserva le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche del frutto da cui proviene, e quindi del territorio da cui proviene.

Il legame dell’olio extra vergine con il territorio è testimoniato anche dal fatto che in molte zone si è sentita l’esigenza di salvaguardare e valorizzare la produzione chiedendo, ed ottenendo, le denominazioni di origine DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta). In Italia sono 38 gli oli DOP e IGP, in Toscana ci sono 3 oli DOP già riconosciuti dalla Comunità Europea e l’olio extra vergine Toscano IGP.

Sul territorio della Provincia di Firenze insistono una DOP, Chianti Classico, ed una IGP, Toscano. Con il Reg. (CE) N. 644/1998 l’olio extra vergine Toscano è stato iscritto nel registro comunitario delle Indicazioni Geografiche Protette. Con il Reg. (CE) N. 2446/2000 l’olio Chianti Classico ha ottenuto dalla Comunità Europea il prestigioso riconoscimento DOP.

Le Indicazione Geografiche e le Denominazioni di Origine consentono di tutelare e valorizzare le qualità chimico-fisiche, organolettiche e nutrizionali dei prodotti agricoli e alimentari legati ad una precisa origine geografica. Le certificazioni DOP e IGP garantiscono il consumatore sull’origine, sulla qualità del prodotto e sulla conformità ai parametri stabiliti dal disciplinare di produzione.

Per proteggere la tipicità di alcuni prodotti alimentari la Comunità Europea ha varato fin dal 1992 una normativa, stabilendo i due livelli di riconoscimento DOP e IGP. Oggi tale regolamento è stato abrogato dal nuovo Regolamento n. 1151 del 21 novembre 2012, che introduce alcune modifiche procedurali.
Questo regolamento definisce «denominazione d'origine», il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare:
- originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese
- la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico, inclusi i fattori naturali e umani
- la cui produzione, trasformazione e elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata.

Lo stesso regolamento definisce «indicazione geografica», il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare:
- come originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese e
- del quale una determinata qualità, la reputazione o altre caratteristiche possono essere attribuite a tale origine geografica e
- la cui produzione e/o trasformazione e/o elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata.

Gli oli certificati, essendo innanzitutto oli extra vergini, sono sottoposti alla legislazione e ai controlli degli organi competenti per la verifica della genuinità e della qualità; in più devono soddisfare rigorosi disciplinari di produzione e sono sottoposti a severe verifiche annuali da parte dell’ ente di certificazione, che deve verificare la rispondenza dell’ intera filiera di produzione ai requisiti riportati nei disciplinari.
Al pari di un vino DOC o DOCG, ogni partita di olio certificato, prima di essere messa in commercio con il marchio IGP o DOP, deve essere sottoposto ad analisi chimiche e analisi organolettica da parte di una commissione formata da almeno otto assaggiatori iscritti all’Albo Regionale (panel). L’esame organolettico deve verificare l’assenza di difetti (dovuti, per esempio, a rancidità o riscaldo) e la presenza di attributi positivi tipici (fruttato, amaro e piccante) riportati nei disciplinari. Le analisi chimiche sono tese a controllare la genuinità e la qualità del prodotto (per esempio sono ammessi solo oli a bassa acidità libera e non ossidati) ed anche la presenza in determinate concentrazioni di sostanze salutari e antiossidanti (tocoferoli e polifenoli).
I consumatori che acquistano un prodotto protetto con la denominazione DOP e IGP possono avere la certezza che si tratta di un prodotto con una precisa origine geografica, caratteristiche proprie inequivocabili e una reputazione innegabile. Sulle etichette delle bottiglie, oltre alle normali dizioni previsti dalle leggi e dalle norme commerciali, deve essere riportata la dizione Olio Extravergine di Oliva, il nome della denominazione, seguita immediatamente dalla dicitura Denominazione di Origine Protetta o Indicazione Geografica Protetta. Inoltre si troverà sulla bottiglia i simboli comunitari (immagine in alto) che contribuiscono a valorizzare le indicazioni geografiche protette e le denominazioni di origine protette e permettono ai consumatori di identificare determinati prodotti le cui caratteristiche sono legate all’origine.

 
 
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